Guerriere Zen

LAB di MEDITAZIONE in MOVIMENTO

Guerrierə Zen è un laboratorio nato da queste domande: come stiamo e come ci viviamo nelle piccole e grandi battaglie del quotidiano? Come ci prendiamo cura dellə Noi Stessə nei moti di lotta e resistenza? In questo laboratorio, sperimentiamo esercizi di ascolto e presenza. Liberiamo la rabbia femminista e i nostri moti interiori con la “meditazione in movimento” (danza consapevole) per trasformarli in autocompassione e intenzione, in forza creativa e gioia combattente, in pillole di consapevolezza da portare sempre con sé. Il laboratorio, adatto a tutti i corpi e a tutte le età, è condotto da Alice Lou di GLTeam – il team di gioia libera tuttə.

A chi si rivolge: il laboratorio è aperto a tutte le persone che – ogni tanto, spesso o tutti i giorni – sentono accendersi dentro il fuoco della sacra rabbia femminista!

Durata: 3 ore.

Nota sulla scelta linguistica: in questo caso, invece dello schwa, tendiamo ad usare il femminile sovraesteso, femminile di un “soggetto imprevisto” che rompe e sconvolge l’immaginario maschile della guerra; inoltre, il laboratorio si ispira alla Dea Tara, una delle divinità femminili più venerate nel Buddhismo tibetano, conosciuta come la “Madre di tutti i Buddha” e simbolo di compassione attiva, protezione e liberazione.

Chi è la Guerriera Zen?

La Guerriera Zen è una figura simbolica che tiene insieme due dimensioni apparentemente opposte: la guerriera, che incarna il coraggio, la determinazione, la protezione dei propri confini, la capacità di attraversare la paura e lottare; lo zen, che richiama la calma, la lucidità, il respiro, il non-attaccamento, la coscienza del momento presente, la pace. Questa sorta di ossimoro intende superare il pensiero dicotomico e generare l’idea di una forza gentile. Una forza capace di agire senza violenza, di dire no senza aggressività, di stare nel conflitto senza perdere consapevolezza.

Un laboratorio di trasformazione

Guerriere Zen è un’esperienza immersiva che prende forma nell’intersezione di pratiche e tecniche diverse: meditazione e respirazione consapevole; movimento corporeo e danza consapevole; viaggi sonori senza schemi e ritualità simboliche in cerchio; radicamento e centratura; riflessione personale e autocompassione; condivisione e liberazione.

Il corpo è il primo luogo della memoria, del carico mentale-emotivo, della verità vissuta. Per la Guerriera Zen, il proprio corpo è spazio e tempo, idea e materia. Corpo che nell’incontro e relazione con le altre diventa sorellanza.

Il legame con la Dea Tara

Cuore simbolico di questo percorso è Tara, Dea della compassione attiva, della protezione e della liberazione, dalla quale abbiamo scelto di farci ispirare per pensare e progettare questo laboratorio. Tara rappresenta anche la conoscenza dell’intrinseca vacuità di ogni dualismo, evocando l’unione ed interdipendenza di tutte le cose. Il suo nome significa “stella” ma anche “colei che traghetta oltre”. Oltre la paura. Oltre il dolore. Oltre la rabbia. In questo senso, Tara è l’archetipo perfetto della Guerriera Zen.

Nel Buddhismo tibetano, la Dea Tara è venerata in 21 forme note come le “21 manifestazioni di Tara”. Ognuna ha colori e caratteristiche diverse, rappresentando le varie qualità illuminate della Dea e che possono risplendere dentro ognuna di noi. Tre, ad esempio, che ci interessano in modo particolare, sono: Tara Rossa, Tara Verde e Tara Bianca:

Tara Rossa
Una forma della divinità buddhista associata a desiderio e forza interiore, passione che si trasforma in saggezza. Invocata per l’amore, il coraggio e superare ostacoli emotivi o relazionali, è considerata una Dea salvatrice e protettrice. Rappresenta energia intensa, magnetismo e potere trasformativo. In ambito esoterico, è legata anche all’attrazione e alla realizzazione dei desideri.

Tara Verde
La forma più conosciuta, simbolo di protezione e movimento. L’iconografia tradizionale mostra Tara Verde con una gamba pronta a scendere dal loto, pronta ad agire. Spiritualità che è presenza nel mondo ma anche movimento, capacità di agire con coscienza. La Guerriera Zen desidera incarnare esattamente questo principio: essere centrata e, allo stesso tempo, pronta al passo verso il mondo di cui è parte.

Tara Bianca
Un altro volto importante di Tara è associato alla cura e alla guarigione. La Guerriera Zen non è solo colei che affronta le battaglie esterne. È anche colei che sa fermarsi, ascoltarsi, proteggere la propria energia. In una cultura dominante che ci chiede di essere sempre disponibili, produttive e performanti, Tara Bianca ci ricorda il diritto sacro alla cura di sé, benessere da cui dipende la propria capacità di curare poi il mondo.

Anche la spiritualità è politica

Il richiamo a Tara apre una riflessione sulla spiritualità incarnata nel femminile. La forza divina (come quella umana) è stata per secoli narrata secondo modelli patriarcali, quindi gerarchici e divisivi: dominio, conquista, controllo. Guerriere Zen propone un altro paradigma, la forza come presenza, la potenza come consapevolezza di essere parte di “un tutto”, la protezione come amore per la vita del sé-mondo. Restituire racconto a forme di sapere spirituale marginalizzate, valorizzare l’intuizione, rigenerare ritualità, reinventare immaginari, altri linguaggi e nuovi simboli, ascoltare la corpo-mente-realtà, accogliere le proprie fragilità, dare spazio e voce al sentire emotivo al pari del capire razionale, etc… significa praticare una spiritualità incarnata, di cui – almeno qui ed ora, nella “casa” di gioia libera tuttə – sentiamo un forte bisogno.

Perché questo (bi)sogno

Viviamo tempi di sovraccarico emotivo in società insostenibili, siamo persone iperconnesse ma soffriamo solitudine e impotenza, stanchezza psicofisica e ansie diffuse. La Guerriera Zen non intende essere invincibile, vuole essere chi è e diventare cosa desidera; per farlo, sa che deve aver cura della propria energia, non disperderla. Intende trasformare la fragilità in consapevolezza. La rabbia in gioia. Come Tara, invita a fare un passo avanti, verso sé e verso lə altrə. Non combatte il mondo ma lo co-abita a partire dal proprio corpo. La rabbia non è un problema da correggere. È una forza da ascoltare, attraversare e trasformare. La rabbia non nasce dal nulla. Nasce da storie dentro una Storia, quella patriarcale. Dal vissuto. Dalle microviolazioni quotidiane. Dalle aspettative insostenibili. Dal carico mentale. Dalle disuguaglianze. Dall’ingiustizia. Dall’impotenza. Dall’essere interrotte, ridotte, invisibilizzate. Dalle notizie di un mondo violento e guerrafondaio. Nasce da tutto ciò che il corpo e la coscienza sanno, anche quando non trovano le parole. È proprio qui che prende forma il senso più profondo di Guerriere Zen. Non un laboratorio per “calmarsi”. Non uno spazio per addomesticare la rabbia ma un percorso per trasformarla collettivamente in forza cosciente e in gioia politica. La rabbia come energia di verità. La rabbia femminista non è odio. È chiarezza. È il momento in cui qualcosa dentro di noi dice: questo non è più accettabile. E sceglie il cambiamento. Guerriere Zen parte da questo comune sentire, dalla sacra rabbia, che non va mai repressa bensì nominata, respirata, attraversata, trasformata. Perché dentro quella rabbia vive una domanda profonda di giustizia. Trasformare la rabbia in gioia significa convertire l’energia della frustrazione in potere vitale, in forza gentile e generatrice, in creatività per il cambiamento. Nella presenza. Nella capacità di scelta. Nell’alleanza con altrə. In un sistema che ci vuole dolci e disponibili, docili e distrutte, noi vogliamo essere forti e indomabili. E insieme riprenderci tutto, a partire dall’aria.

Fotogallery – Lab di meditazione in movimento “Guerriere Zen” svolto (per la prima volta!) presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato il 22 febbraio 2026, durante la IV edizione del Festival Femminista.

Guerriere Zen è uno dei LABORATORI che proponiamo. Nel nostro Lunario, trovi gli eventi in cui li mettiamo in pratica. Se invece vuoi scoprire i progetti di cui in varie modalità ci occupiamo e/o ci siamo occupate dal 2023 ad oggi, clicca qui: PROGETTI.

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