Scuola Politica Femminista 2026

La Casa Internazionale delle Donne - che dal 1976 fa femminismo a Roma in costante dialogo e relazione con il mondo - organizza la Scuola Politica Femminista Bianca Pomeranzi. Da gennaio 2026, la seconda edizione: Femminismi e Guerra. Iscrizioni aperte!

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“Ripensare la nostra relazionalità, trasformare il nostro modo di essere al mondo…” – rileggo, nel mio quadernetto viola, tra i primi appunti presi nella Sala Carla Lonzi, alla Casa Internazionale delle Donne, a Roma, al primo incontro della prima edizione della Scuola Politica Femminista Bianca Pomeranzi (2024-2025).

“La rivoluzione femminista o è mondiale o non è” dice il titolo di quel primo incontro di una serie dedicata a I movimenti femministi tra gli ultimi decenni del Novecento e il nuovo millennio” ovvero dalla rivoluzione degli anni ’70 a Non Una Di Meno, in Italia e altrove, dalla Palestina al Messico, dalla Germania alla Tunisia, etc… Un corso progettato con un approccio intersezionale, decoloniale, intergenerazionale e transnazionale “nella convinzione che ancor più oggi, in un mondo in cui è necessario contrastare la logica imperante dei conflitti armati, sia indispensabile interrogarsi sulle forme che può assumere la radicalità femminista […] per una trasformazione di portata globale.”

Scuola Politica Femminista Bianca Pomeranzi

Il progetto della Scuola Politica Femminista nasce nel 2024 dalla/alla Casa Internazionale delle Donne che dal 1976 fa femminismo a Roma in costante dialogo e relazione con il mondo. La Scuola si ispira alle riflessioni e pratiche politiche di Bianca Pomeranzi (Arezzo 1950 – Roma 2023): “Intellettuale e militante appassionata, Bianca è stata una figura di riferimento per il movimento femminista in Italia e a livello internazionale, per la società civile, nelle istituzioni.” – racconta la redazione di inGenere in un articolo. Il suo attivismo è sempre stato accompagnato dal forte impegno per un femminismo trans-nazionale, che l’ha portata negli anni a lavorare come esperta di tematiche di genere e sviluppo presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiano, e, per la commissione Cedaw delle Nazioni Unite.” Nel suo ultimo libro, pubblicato postumo da Fandango nel 2024, in cui a partire dalla propria esperienza ripercorre la storia del movimento politico globale femminista, possiamo conoscere il suo pensiero e accogliere il messaggio di sorellanza globale che dichiara già nel titolo: Femministe di un unico mondo.

La potenza di questa Scuola organizzata dalla Casa Internazionale delle Donne sta proprio nelle relazioni che la Casa, da sempre, intesse con attiviste, esperte, studiose, ricercatrici, docenti, giornaliste, collettivi, associazioni, movimenti e reti femministe… in tutto il globo. Partecipare, quindi, significa avere la preziosa opportunità di incontrare chi pensa e fa femminismo da posizionamenti anche molto lontani tra loro, geograficamente e/o concettualmente, con teorie e pratiche diverse perché sempre situate e incarnate ma con lo stesso sentimento che ci rende parte di un’unica marea, quel sentimento di rabbia-gioia che (parafrasando una famosa citazione di Angela Davis: “I am no longer accepting the things I cannot change. I am changing the things I cannot accept.”) ci dà la forza di cambiare tutto ciò che non possiamo accettare. A partire da sé, dal desiderio di coltivare un pensiero critico e dalla scelta di provare a metterlo in pratica nelle nostre vite quotidiane, nei luoghi che attraversiamo, nelle relazioni che costruiamo, nel nostro modo di stare al mondo.

Femminismi e Guerra, la seconda edizione

Da gennaio a giugno 2026, si tiene la seconda edizione della Scuola Politica Femminista Bianca Pomeranzi che – oltre al tema “Femminismi e Guerra” impostosi dal contesto geopolitico attuale – presenta alcune novità, in particolare circa la metodologia data dalla co-progettazione che quest’anno vede il contributo di un gruppo di Iscritte Attive (IA) formatosi nel corso della prima edizione: la struttura del corso marca il doppio focus su teorie e pratiche e gli incontri si suddividono in una prima parte di lezione frontale ed una seconda sessione laboratoriale, con l’intenzione di facilitare maggiormente interazione e scambio; infine, cosa molto importante perché rende la Scuola più accessibile a chi abita lontano da Roma, la modalità ibrida che consente di partecipare sia in presenza che da remoto, quindi online.

“La guerra sta pervadendo tutto il mondo, in termini di genocidi, conflitti armati, armamenti, limitazione delle libertà di informare e resistere. La guerra si inserisce – ed esprime – in un contesto più ampio di disordine mondiale, dissoluzione del diritto e delle istituzioni internazionali, devastazione ambientale, nazionalismi, tecnocrazia, plutocrazia, sessismo, razzismo, neocolonialismo, fondamentalismi. Con una invasività crescente ed espropriante dell’intelligenza artificiale. […] Tutti questi aspetti andranno analizzati dal punto di vista femminista; accanto alle analisi vi saranno testimonianze di donne che sperimentano pratiche alternative contro il patriarcato e le sue guerre, pratiche di pace e di educazione alla pace. – Questa la breve introduzione al programma 2026 che prevede un incontro al mese, di sabato pomeriggio, e che è possibile scoprire nei dettagli sul sito web della Casa, insieme alla modalità di iscrizione (40 euro).

Lo scorso anno, pur abitando a Prato, ho deciso di iscrivermi e partecipare alla prima edizione facendo, come altre compagne, la pendolare. Dopo ogni incontro, ero così entusiasta che non mi è mai pesato un secondo, nemmeno le corse da Trastevere a Termini con l’ansia di perdere l’ultimo treno della sera o quell’oretta di attesa alla Stazione di Firenze per l’unico cambio possibile a mezzanotte e mezzo… no, nemmeno nei mesi invernali! Alla Casa poi si incontrano sorelle che rendono ancora tutto più bello, con le quali condividere tante chiacchiere coccolate da Luna e L’altra, il Ristrò Caffetteria della Casa Internazionale delle Donne. Chiacchiere che diventano relazioni, amicizie e collaborazioni, come dimostra il gruppo delle “Iscritte Attive” (IA) che, dopo aver organizzato un incontro autogestito durante la prima edizione, con molta gioia e su invito da parte delle “Senior”, si è attivato per contribuire alla progettazione e promozione della Scuola…

Ed eccoci qui! Del primo corso di Scuola Politica Femminista non mi sono persa un incontro e non vedo l’ora di ricominciare… A chi ha interesse e la possibilità, consiglio – di cuore – di farsi questo regalo. Qui tutte le info sulla seconda edizione: Scuola Politica Femminista Bianca Pomeranzi – II edizione – Femminismi e Guerra.

Ci (ri)vediamo alla Casa! 💜

Elena, IA

A CURA DI

Elena Mazzoni Wagner

Aspirante femminista dal 9 giugno 1987, “bisbetica” per le ostetriche e poi sempre quella “estremista”. Sole in Gemelli, Luna in Scorpione, Ascendente Leone. A tre anni cantavo “Elena non ti sposare…” A trenta, ho capito che non avrei mai cambiato idea! Dal 2009, con CCT studio (www.cct.world), mi occupo di comunicazione per cultura e territorio (dalla narrazione all’organizzazione di eventi). Nel 2023, sempre con CCT, ho sognato “gioia libera tuttə” (www.gioialibera.it) per mappare e raccontare l’Italia Femminista! Freelance web editor e progettista culturale indipendente. Un Master in Studi e Politiche di Genere e altri percorsi di formazione femminista, per imparare tutto quello che scuola e università non mi hanno insegnato; per disimparare, decostruirmi e liberarmi da ogni millimetro di cultura patriarcale interiorizzata; per conoscere altre memorie, altre genealogie, praticare sorellanza, immaginare modi di esistere e stare insieme che hanno a cuore e cura il corpo-territorio che siamo. Anche il doppio cognome, che uso da quando scrivo, è una scelta politica. Girovaga di base a Prato, in Toscana. Spesso e volentieri a Berlino o altrove. La mia rabbia è la mia gioia!

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