- Indirizzo: Italia
- Categoria: Reti e Movimenti
Donne in Nero
Dal 1988
Bio in breve: La rete Women in Black (Donne in Nero) è un movimento internazionale femminista e pacifista nato negli anni ’80, che riunisce donne impegnate nella lotta contro la guerra, il militarismo e tutte le forme di violenza strutturale. Il movimento Women in Black è nato nel 1988 a Gerusalemme, durante la Prima Intifada. È iniziato con donne israeliane che protestavano contro l’occupazione dei territori palestinesi, dando vita alle prime vigilie silenziose vestite di nero – una pratica che poi si è diffusa a livello internazionale. Il movimento arriva in Italia all’inizio degli anni ’90, in particolare intorno al 1991, nel contesto delle guerre nei Balcani. È proprio la violenza della guerra in ex Jugoslavia che spinge gruppi di donne in diverse città italiane ad adottare la pratica delle vigilie silenziose, collegandosi alla rete internazionale nata a Gerusalemme. La rete si espande quindi come risposta alla guerra, contro la violenza e per la resistenza. In Italia, come in altri paesi, questa rete si esprime ancora oggi, contro il genocidio in Palestina e contro tutte le guerre, attraverso presidi silenziosi – le vigilie – che si svolgono regolarmente negli spazi pubblici. Le Donne in Nero scelgono il silenzio e la presenza come pratica politica: stare insieme, vestite di nero, nei luoghi della città, significa rendere visibile il rifiuto della guerra e denunciare le sue conseguenze, in particolare sui corpi e sulle vite delle donne. Non si tratta di una neutralità pacifista astratta ma di una presa di posizione radicale contro tutte le logiche di dominio, occupazione e violenza. In Italia, la rete è diffusa in diverse città e mantiene un carattere orizzontale, senza gerarchie formali. Le vigilie diventano così spazi di testimonianza, memoria e resistenza, dove il femminismo si intreccia con l’antimilitarismo e la solidarietà internazionale. Questo tipo di azione si colloca dentro una tradizione femminista che riconosce come guerra, razzismo e patriarcato siano sistemi interconnessi. Come ci ricorda il pensiero femminista nero, non è possibile separare le oppressioni: razza, genere e classe si intrecciano producendo forme specifiche di violenza. Le Donne in Nero, pur nascendo in contesti diversi, si inseriscono in questa genealogia di pratiche politiche che mettono al centro i corpi, la vulnerabilità e la responsabilità collettiva. In un mondo segnato da narrazioni dominanti che spesso semplificano o giustificano i conflitti, queste vigilie rompono la “storia unica” della guerra, restituendo complessità e voce a chi ne subisce le conseguenze.
Ad oggi, in Italia, ci sono almeno gruppi “Donne in Nero” in varie città come: Alba, Bergamo, Bologna, Fano, Miranese e Riviera del Brenta, Modena, Milano, Napoli, Padova, Parma, Piacenza, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Savona, Torino, Udine, Verona.
Femminista perché: Donne in Nero è il nodo italiano della rete internazionale Women in Black, un movimento femminista e pacifista che organizza vigilie silenziose negli spazi pubblici contro la guerra e il militarismo. Vestite di nero, le attiviste rendono visibile il rifiuto della violenza e denunciano il suo impatto, soprattutto sulle donne. La rete è orizzontale, diffusa in diverse città, e unisce antimilitarismo, femminismo e solidarietà internazionale. Le loro azioni rompono le narrazioni dominanti sulla guerra, dando spazio a una memoria critica e collettiva.
Grida di gioia: Women in black for justice, against war!
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